In mare dopo il lockdown

Quella di ieri è stata per noi un uscita in kayak molto particolare; non si è trattato solo della prima escursione del 2020, ma ha segnato un piccolo passo verso il ritorno ad una vita ‘normale’.

In questa stagione di acqua sotto le pagaie ne dovrebbe già essere passata tanta; gli altri anni iniziavamo gli allenamenti a Marzo e ad Aprile ci dedicavamo già ai trekking di due o più giorni. Questo 2020 non è però stato un anno normale; tutto il mondo si è dovuto fermare a causa del lockdown causato dalla pandemia di Covid.

L’Italia è stato uno dei paesi europei in cui il lockdown è stato più severo: per più di due mesi è stato vietato uscire di casa se non per motivi di necessità; il divieto ha colpito anche gli sport individuali rendendo impossibile ogni sorta di attività che non fosse la corsa in prossimità di casa. Solo nelle ultime settimane i divieti si sono lentamente allentati ed è stato finalmente possibile tornare in mare, seppur nell’ambito dei confini regionali e rispettando regole di distanziamento. Abbiamo quindi scelto di restare vicino a casa e godere delle bellezze del mar ligure pagaiando da Genova a Camogli (uno degli stupendi paesi di pescatori a ridosso del promontorio di Portofino).

La mattina, il tempo non era dei migliori e le previsioni non lasciavano presagire nulla di buono.
Fortunatamente più ci spostavamo verso il promontorio di Portofino più il tempo andava migliorando…
…e dopo una breve sosta a Recco…
…il sole è finalmente spuntato…
…illuminando il magnifico borgo di Camogli…
La giornata è stata l’occasione per provare per la prima volta timone e copertura originali.
I rinforzi rigidi della copertura garantiscono al kayak una maggiore stabilità e ne aumentano ulteriormente le performance, il telo permette di rimanere asciutti anche se si vuole uscire durante l’inverno o le giornate ventose. Uniche note negative sono che la possibilità di stivare i bagagli viene leggermente limitata e che diventa difficoltoso risalire in kayak direttamente dall’acqua dopo una nuotata.
Il timone è un valido optional le lunghe traversate in cui la corrente laterale costringe ad una pagaiata non costante; in una giornata come quella di ieri, con mare calmo e vento quasi assente, difficilmente se ne può apprezzare l’utilità.

Durante la navigazione abbiamo anche rispolverato una pratica che si rivela molto utile, durante le escursioni di più giorni, per garantirsi un’ottima cena: la traina. Il kayak, grazie alla sua velocità moderata e alla totale assenza di rumori che spaventano i pesci, si rivela un mezzo eccezionale per la pesca e permette, anche solo con una lenza a mano ed un’esca artificiale, di fare belle catture.

La giornata si è conclusa con un’ottima cena di pesce appena pescato.

Ora che l’attività sportiva è nuovamente possibile; la speranza è che mezzi come il kayak attraggano sempre maggiore interesse in quanto permettono di vivere le stupende coste Italiane in piena sicurezza ed in maniera totalmente ecologica.