Noi ed i nostri viaggi con i kayak Gumotex

Mi chiamo de Feo Davide, sono un ingegnere informatico di 38 anni di Genova (Liguria - Italia) con la passione per la speleologia, l’alpinismo e la fotografia. Nel settembre 2014, durante una vacanza dedicata all’arrampicata nella piccola isola di Kalymnos (Grecia), provai per la prima volta un kayak da mare e ne rimasi folgorato.

Nel 2015, con la mia ragazza Ilaria, iniziai a valutare l’acquisto di un gonfiabile. La scelta di orientarci su un gonfiabile fu dettata dal costo elevato dei rimessaggi e dall’intenzione di avere un mezzo che fosse facilmente trasportabile. La Liguria, stretta tra il mare e le montagne, è una regione perfetta per praticare il kayak; tutte le principali mete sono comodamente raggiungibili in treno e questo rende il gonfiabile la scelta più logica per godersi il mare a pieno e senza affrontare spese elevate. Nonostante questo, orientarsi nella scelta fu molto difficile in quanto i gonfiabili erano e sono ancora oggi poco diffusi in Italia.

Figure 1 - Davide ed Ilaria in Sardegna - Golfo di Orosei (2018)

Solo nel 2016, dopo un anno passato a fare brevi escursioni su kayak economici, comprammo un Solar della Gumotex con il quale iniziammo ad allenarci su quella che ormai per noi è diventata un’uscita abituale: la traversata da Santa Margherita a Genova Quarto. Questa escursione di circa 26 km è perfetta per i kayak gonfiabili; si può arrivare direttamente a Santa Margherita Ligure in treno, scendere dalla stazione alla spiaggia e da lì partire per lo splendido promontorio di Portofino e per la sua perla, l’abbazia di San Fruttuoso di Camogli. L’escursione si conclude su una delle tante spiaggette di Quarto in cui è possibile sciacquare il kayak, ripiegarlo e tornare a casa direttamente con i mezzi pubblici.

Figure 2 - Uno scorcio della costa ligure - Le rosse, a seguire il Muzzerone e l'isola Palmaria

Uno degli aspetti che, fin dalle prime uscite, abbiamo più apprezzato della Solar è stata la sua grande stabilità che ci ha permesso di portarci maschere e pinne per fare snorkeling scendendo direttamente dal kayak senza dover cercare un approdo. Questa possibilità si rivela fondamentale, nel parco di Portofino, per godere a pieno dell’incredibile bellezza e varietà dei fondali.

A maggio ci siamo avventurati in quella che è in assoluto la più bella delle escursioni liguri in Kayak: la traversata di due giorni Porto Venere – Monterosso; anche questa raggiunta utilizzando solo mezzi pubblici. Siamo arrivati a La Spezia in treno, da lì abbiamo preso il battello per porto Venere, dove abbiamo gonfiato il kayak sulla piccola spiaggia del paese e siamo partiti alla volta delle isole Palmaria, Tino e dello scoglio ‘Tinetto’. Si tratta di isole ancora selvagge caratterizzate da incredibili pareti calcaree che ospitano interessanti caverne. Non è raro, nella traversata tra un’isola e l’altra, vedere saltare i delfini.

Figura 3 - Il Faro dell'isola di Tino visto dal mare. In primo piano lo scoglio 'Tinetto'

Una volta completato il giro delle isole abbiamo nuovamente traversato per Porto Venere ammirando lo spettacolo dell’aspra costa ligure. Dopo la notte passata nell’ostello di Porto Venere, è iniziata la lunga e magnifica cavalcata prima a ridosso delle imponenti pareti del Muzzerone, paradiso degli arrampicatori, e poi della costa delle 5 terre con i suoi vigneti a picco sul mare ed i suoi paesi di pescatori famosi nel mondo.

Figura 4 - Porto Venere con dietro le pareti del Muzzerone

Abbiamo completato questa due giorni in mare con un’ottima cena di pesce a Monterosso al termine della quale abbiamo preso il treno per tornare a Genova.

Anche questa escursione è diventata per noi una grande classica; almeno una volta all’anno partiamo da Porto Venere, circumnavighiamo le tre bellissime isole e visitiamo le Cinque Terre portando con noi tenda e sacchi a pelo; non di rado ci capita di allungare l’escursione proseguendo fino a Framura.

Escursioni più brevi e semplici ma altrettanto meritevoli di essere percorse in Liguria sono: l’isola Gallinara (Albenga), l’isola di Bergeggi (Savona) e la costa di capo Noli con sosta all’incredibile spiaggia di Punta Crena, raggiungibile solo dal mare.

Figure 5 - Esplorando la costa Ligure

Sono seguiti due weekend lunghi in Francia, il primo è stato dedicato alle Calanque di Marsiglia e alle isole disabitate dell’arcipelago di Riou. Il secondo ci ha visti partire direttamente dal campeggio Tour Fondue per esplorare il primo giorno la penisola di Gienes , il secondo l’Isola di Porquerolles; il terzo giorno, dopo essere giunti in battello a Port-Cros, abbiamo gonfiato il kayak e girato l’omonima isola. Questi due spot sono in assoluto i più belli della costa sud francese; nonostante fossi già stato in Calanque molte volte per scalare, visitarle in kayak e poter circumnavigare le isole del parco di Riou è stato incredibilmente emozionante.

Figura 6 - Calanque di Marsiglia visti dalle isole di Riou

Giugno 2016 ha segnato per noi un’altra svolta importante: siamo partiti per il nostro primo trekking con bivacco nautico. Per questa esperienza abbiamo scelto l’isola d’Elba, la più grande delle isole dell’arcipelago toscano ed uno dei pochi luoghi in Italia in cui il kayak è sfruttato come seria attrattiva turistica. Sono molti i tour operator locali che propongono una settimana di vacanza durante la quale viene effettuato il periplo completo dell’isola con bivacchi sotto le stelle. Noi abbiamo scelto di muoverci in completa autonomia per godere a pieno del fascino delle cale selvagge e perché avevamo a disposizione solo 4 giorni per percorrere i circa 110 km di coste.

A Piombino abbiamo lasciato la macchina e ci siamo imbarcati con solo gli zaini stagni contenenti il kayak e tutta l’attrezzatura. Giunti a Portoferraio abbiamo comprato acqua e provviste e ci siamo diretti a piedi alla spiaggia de Le Ghiaie da cui siamo partiti per il giro in senso anti orario dell’isola. Sono stati 4 giorni e tre notti fisicamente molto faticosi ma indimenticabili; giorni in cui, oltre alla bellezza della costa e delle spiagge, abbiamo goduto a pieno di albe, tramonti e cieli stellati. Per noi è stata la definitiva conferma dell’amore per il kayak da mare e ne è scaturita la decisione di dedicare tutte le vacanze estive a trekking nautici.

Figura 7 - Le prime luci dell'alba ci svegliano sulla spiaggia di Luisi D'Angelo

L’estate è stata quindi scandita da due distinti trekking entrambi di una settimana. Il primo ci ha visto salire sul traghetto che collega Genova ad Olbia (Sardegna), da lì prendere il primo autobus per la spiaggia di Pittulongu dalla quale siamo partiti verso nord. Per 5 giorni abbiamo pagaiato in un’acqua cristallina e sostato su spiagge mozzafiato. Senza interruzioni, abbiamo percorso circa 140 km passando golfo Aranci, la costa Smeralda e le isole più grandi dell’arcipelago della Maddalena. Solo le forti correnti ed i venti provenienti dalle bocche di Bonifacio ci hanno impedito di arrivare a Santa Teresa di Gallura facendoci optare per fermarci a Palau da dove siamo tornati ad Olbia in corriera.

Figure 8 - Le limpide acque dell'arcipelago della Maddalena (Sardegna)

Nonostante l’alta stagione, l’affollamento turistico e l’elevatissimo numero di natanti e maxi yacht, il kayak ci ha permesso di godere in tranquillità della splendida costa sarda tenendoci sempre lontano da caos e confusione e rendendoci possibile giungere in splendide calette solitarie.

Il secondo trekking è stato invece svolto in Corsica. Anche in questo caso ci siamo imbarcati direttamente da Genova; siamo arrivati a Bastia e da qui in pullman siamo giunti a San Fiorenzo da dove siamo partiti. Abbiamo costeggiato il selvaggio ‘deserto’ delle Agriate dormendo in spiagge così lontane da strade e centri abitati da regalarci cieli stellati che nessun altro luogo al mondo in cui abbiamo dormito ha potuto eguagliare. Abbiamo trascorso due notti magiche distanti da tutto, notti in cui gli unici esseri viventi vicino a noi nel raggio di molti km sono state le simpatiche mucche corse. Abbiamo poi proseguito passando Isola Rossa, Calvi e arrivando infine alla riserva naturale di Scandola e alle calanque di Piana; luoghi selvaggi che il kayak ci ha permesso di esplorare entrando in ogni anfratto. L’ultimo giorno abbiamo avuto la fortuna di pagaiare nel silenzio più assoluto, silenzio rotto solo dai versi di una coppia di falchi pescatori intenti a tuffarsi a pochi metri dalla nostra prua per procacciarsi il cibo.

Figure 9 - Golfo di Porto (Ota, Corsica, Francia)

Il trekking nautico più interessante del 2017 ci ha visto solcare le acque delle isole Eolie (Sicilia). Siamo saliti sul treno notturno a Genova, abbiamo sistemato tutta l’attrezzatura nella cuccetta e ci siamo risvegliati il mattino successivo già in sud Italia. Il treno ci ha portati fino a Milazzo da dove abbiamo preso il battello per l’isola di Vulcano. Abbiamo circumnavigato l’isola di Vulcano, percorso la splendida e aspra costa Ovest di Lipari e traversato verso l’isola di Salina dove abbiamo pernottato nel piccolo paesino di Rinella. Il giorno seguente abbiamo completato il periplo di Salina. Dopo aver lavato e ripiegato il kayak, ci siamo imbarcati sul battello per visitare le altre isole e godere dell’esperienza unica della salita notturna a Stromboli per ammirare l’attività eruttiva.

Figure 10 - I faraglioni di Lipari, sullo sfondo Filicudi e Alicudi

Il 2018 è stato contraddistinto dai primi spostamenti in aereo con kayak a seguito. Le ridotte dimensioni dei kayak Gumotex ci hanno permesso di imbarcare il mezzo come un normale zaino da stiva senza dover pagare costosi supplementi. Siamo quindi partiti alla volta di Mykonos (Grecia) e di Maiorca (Spagna). Purtroppo il meteo inclemente in entrambi i casi non ci ha permesso di portare a termine i peripli completi delle isole; ma siamo riusciti lo stesso a svolgere lunghi trekking giornalieri esplorando scogliere splendide e baie solitarie.

A Mykonos l’escursione che non scorderemo mai è stata quella che ci ha portato a costeggiare tutta l’isola disabitata di Dragonisi; isola caratterizzata da lunghi tunnel lavici percorribili solo in kayak.

Figure 11 - Uno dei molti tunnel lavici dell'isola di Dragonisi (Myknos, Grecia)

A Maiorca il trekking più impegnativo, a causa dei pochi sbarchi possibili e del mare mosso, è stato quello che ci ha visto lasciare la macchina a Port de Pollenca, spostarci in autobus fino alla spiaggia di Formentor e da lì percorrere 30km per costeggiare le altissime pareti del capo di Formentor per giungere in fine a Cala Sant Vicenc da cui abbiamo recuperato la macchina con una breve camminata.

Figure 12 - Le verticali falesie del Capo di Formentor (Maiorca - Spagna)

Altrettanto bella è stata l’escursione che ci ha portato a costeggiare le falesie della costa sud dell’isola, pareti sicuramente meno imponenti e selvagge di quelle presenti a nord, ma impreziosite da centinaia di grotte riccamente concrezionate, in molte delle quali siamo riusciti a pagaiare per decine di metri dentro il cuore dell’isola.

Figure 13 - Le grotte marine della costa Sud (Maiorca - Spagna)

Nello stesso anno siamo tornati nuovamente in Sardegna; questa volta, arrivati ad Olbia, abbiamo preso un bus per la spiaggia Le Saline dalla quale ci siamo diretti a sud, non prima di aver condiviso una birra con i molti curiosi che ci chiedevano informazioni circa le molte bottiglie d’acqua e provviste che stavamo caricando sul kayak.

Abbiamo percorso tutta l’area marina di Tavolara e punta coda Cavallo, eseguendo anche il periplo delle isole Molara e Tavolara, siamo poi scesi lungo la costa est alternando scorci splendidi a lunghissime spiagge; ci siamo anche concessi una divertente variante a Posada, trasportando il kayak dalla spiaggia fino ai canali retrostanti, canali che, dopo la notte passata nel tranquillo camping Ermosa, abbiamo percorso in lungo e largo.

Figure 14 - Il paese di Posada visto dai canali dell'omonimo fiume

Una volta arrivati a Cala Gonone è iniziata la parte più bella della vacanza; la zona compresa fra Cala Gonone e Santa Margherita Navarrese è infatti totalmente disabitata e non percorsa da strade. Gli scenari regalati dalle pareti calcaree scavate da grotte e canyon sono tra i più belli al mondo ed una volta partito l’ultimo battellino pieno di turisti ci trovavamo soli in un paradiso terreste. 

Figure 15 - Una delle tante grotte del golfo di Orosei (Sardegna)

La bellezza di questa parte di Sardegna è tale che abbiamo deciso senza esitazione di modificare il piano di viaggio per rimanere un giorno in più a pagaiare nelle sue acque. La nostra presenza non è passata inosservata ai numerosi battellieri che di giorno portano i turisti sulle spiagge raggiungibili solo via mare; ben presto ci siamo ritrovati ad essere avvicinati da barche e gommoni di curiosi che ci chiedevano informazioni e rimanevano senza parole scoprendo che giungevamo da Olbia ed eravamo diretti ad Arbatax. Proprio ad Arbatax si è concluso il nostro viaggio con l’imbarco sul traghetto che ci ha riportato a casa.

Figure 16 - L'ultima tappa del trekking in Sardegna, sullo sfondo Pedra Longa

Il 2019 è iniziato con alcuni test sui nuovi gonfiabili ad alta pressione (drop stitch) di altre marche; test che ci hanno fatto desistere dall’acquisto in quanto queste imbarcazioni, sebbene sicuramente più veloci, non offrono la stessa stabilità col mare mosso, non permettono una comoda risalita direttamente dall’acqua ed occupano molto più spazio da chiusi rendendo impossibile il trasporto in molte situazioni. Ci siamo quindi orientati sull’acquisto del modello di punta della Gumotex, la Seawave; con quest’ultima è nato da subito un feeling unico in quanto abbiamo riscontrato gli stessi pregi della Solar (stabilità, comodità di trasporto, resistenza) uniti ad una maggiore velocità ed ad una aumentata resistenza al mare da vento.

Abbiamo portato la Seawave con noi prima in nave a Capraia poi in aereo a Lampedusa dove abbiamo eseguito i peripli delle due isole. Ci siamo poi dedicati ad un’attività del tutto nuova per noi, il trekking in acqua dolce. 

Dopo un’escursione sul lago di Bolsena con visita alle piccole isole Bisentina e Martana ed il giro del lago d’Orta con visita alla splendida isola di San Giulio; la nostra meta è stato il lago di Como. Il suo giro completo unito a quello del Lago di Mezzola, raggiunto attraverso il Fiume Mera, ci ha impegnato per 4 intense ed appaganti giornate.

Figure 17 - Uno dei molti cigni che ci ha dato il benvenuto una volta entrati nel lago di Mezzola

Progetti futuri

Io ed Ilaria siamo costantemente impegnati nello studio delle coste europee e nella pianificazione di nuovi viaggi. Purtroppo, spesso a causa delle poche ferie annuali, non sempre questi viaggi si concretizzano in tempi brevi. I nostri sogni nel cassetto per il 2020 sono il periplo completo di Minorca, un nuovo trekking nella costa Ovest della Corsica (da Piana fino a Bonifacio), la Costiera Amalfitana ed il Gargano (Puglia).